Micro-RNAa e Mesotelioma Pleurico Maligno

INDICE

INTRODUZIONE
DEFINIZIONE DEI miRNA
RUOLO DEI miRNA
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE
REFERENZE

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Introduzione

Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è una neoplasia legata all’esposizione all’asbesto (1, 2) che resta una patologia tumorale aggressiva con una prognosi infausta e un trattamento standard che non ha migliorato di molto la sopravvivenza (3-9). Per questo motivo, numerose ricerche si spingono in questo ambito per cercare di apportare nuove evidenze che possano contribuire ad una miglior conoscenza di questa patologia per raggiungere obiettivi terapeutici ottimali (10-26).

Evidenze scientifiche emergenti hanno dimostrato che l’aggressività tumorale potrebbe essere correlata con il genoma e con l’espressione anomala di alcuni geni. Pertanto, diversi studi si sono recentemente focalizzati sul ruolo dei microRNAs (miRNAs) nella tumori genesi del mesotelioma pleurico maligno.

I miRNAs sono dei piccoli (17–22 nucleotidi) RNAs a filamento singolo che non codificano per proteine e che sono coinvolti in moltissimi processi cellulari che regolano l’espressione genica(7). I miRNA nelle neoplasie sono spesso regolati in modo anomalo. In particolare, nelle cellule di MPM sono stati documentati molteplici profili di espressione dei miRNA rispetto alle cellule mesoteliali sane. Questo, potrebbe suggerire un potenziale ruolo dei miRNA sia come oncogeni che come oncosoppressori tumorali nell’oncogenesi tumorali.

Per definire meglio la diagnosi, e il trattamento del MPM si auspica la scoperta di nuove metodiche diagnostiche (8,10); per questo motivo la ricerca si è spinta nella definizione di nuovi fattori clinici prognostici. In aggiunta a questi nuovi marcatori biologici sono attualmente in corso di studio perché contribuiscano a predire l’evoluzione della malattia.

Attualmente non sono stati validati biomarcatori specifici in grado di diagnosticare il MPM, sebbene vi siano studi che mirano a questo obiettivo (27-31). L’identificazione di nuovi marcatori tumorali per il MPM potrebbero sicuramente contribuire alla diagnosi precoce ed al trattamento di questa patologia.

Per questo motivo, la seguente revisione bibliografica si pone come scopo quello di comunicare le recenti ricerche relative ad una nuova classe di marcatori chiamati microRNA.

DEFINIZIONE DEI miRNA

Biogenesi dei miRNA
I microRNA (miRNA) sono piccoli RNAs a filamento singolo non codificanti che agiscono come una nuova classe di geni regolatori (32) legandosi alla regione non tradotta 3' del loro geni mRNA bersaglio, con conseguente regolazione dell'espressione post- trascrizionale genetica.

L’inibizione della traduzione del miRNA in proteine si verifica come conseguenza di un legame complementare parziale tra il miRNA e il suo bersaglio. In alternativa, il legame complementare completo comporta la degradazione del miRNA.

Funzione dei miRNA
Un singolo miRNA può regolare centinaia di bersagli a valle. Dunque, queste molecole giocano un ruolo importante in diversi processi cellulari inclusa la proliferazione, lo sviluppo, la differenziazione, l’apoptosi, la risposta agli stress; inoltre, sono espresse in modo aberrante in differenti neoplasie e potrebbero pertanto giocare un ruolo chiave nell’oncogenesi.

Recenti studi hanno riportato che i miRNAs sono marcatori biologici non invasivi che possono aprire nuove strade per la diagnosi precoce, e il trattamento di diverse neoplasie (33-35). Questo grazie ai loro profili di espressione tumore-specifici e la loro disponibilità nel sangue periferico (36-37). I miRNA potrebbero essere utili per definire profili che identificano differenti sottotipi tumorali (50-51).

Grazie alla loro specificità tissutale, i miRNA possono essere studiati per identificare la fonte tissutale della metastasi (36-37).

La presenza dei miRNA nei fluidi umani come il siero, il plasma, la saliva e l’urina potrebbe essere d’aiuto per predire l’outcome clinico e la risposta al trattamento antineoplastico (38-41).

Recenti studi sperimentali in vitro hanno dimostrato la possibilità di modulare l’espressione di miRNA in diversi tipi di neoplasia, mostrando il loro potenziale uso come terapie antitumorali (42). Inoltre, potrebbero essere considerati come marcatori prognostici e questo è stato documentato in differenti tipologie neoplastiche (43-49).

Analisi dei miRNA
Le tecniche più comunemente utilizzate per indagare i miRNA sono le analisi di microarray e la real-time polymerase chain reaction quantitativa (qRT-PCR).

Il microarray profiling è uno strumento costituito da microscopiche sonde attaccate ad una superficie solida come vetro, plastica, o chip di silicio formanti un array (matrice) (52). Tali array permettono di esaminare simultaneamente la presenza di moltissimi geni all'interno di un campione. I microarray sfruttano una tecnica di ibridazione inversa, che consiste nel fissare tutti i segmenti di DNA (detti probe) su un supporto e nel marcare invece l'acido nucleico che vogliamo identificare (detto target). È una tecnica che è stata sviluppata negli anni '90 e oggi permette l'analisi dell'espressione genica monitorando in una sola volta gli RNA prodotti da migliaia di geni.

Per studiare gli mRNA, essi vengono prima estratti dalle cellule, convertiti in cDNA, con l’uso di un enzima chiamato transcrittasi inversa e allo stesso momento marcati con una sonda fluorescente. Quando si fa avvenire l'ibridazione fra la sonda presente sulla matrice e il cDNA target, quest'ultimo rimane legato alla sonda e può essere identificato semplicemente rilevando la posizione dove è rimasto legato.

Il secondo approccio è la qRT-PCR, uno strumento più sensibile di profiling quantitativo che consente di indagare i livelli di espressione di un singolo trascritto, consentendo l'amplificazione in tempo reale utilizzando primer combinati con specifici saggi [53].

Queste due tecniche dovrebbero essere utilizzate in combinazione per confermare i dati e renderli più veritieri, anche se in molti studi vengono presentati dei risultati ottenuti con l’utilizzo di un’unica tecnica.

RUOLO DEI miRNA

Sono ancora pochi gli studi che hanno valutato la diversa espressione dei mRNAs con la speranza di migliorare la diagnosi del MMP ed il suo trattamento.

Tra queste ricerche, i primi studi riguardavano microarray utilizzati per analizzare l’espressione dei miRNAs espressi in modo differente tra i tessuti neoplastici e quelli normali (54).

Biomarcatori per l’identificazione precoce di MPM
Il desiderio di scoprire nuovi biomarcatori per identificare il MPM è in continua crescita e diversi studi sono stati coinvolti per definire l’accuratezza, la fattibilità e la specificità dei miRNAs come biomarcatori clinici.

Sono stati riportati anomali incrementi dei livelli di miRNAs in differenti tipologie tumorali e gli autori suggeriscono che questi dati potrebbero essere utili per definire lo sviluppo e le progressione anche del MPM(55).

Inoltre, è stato documentato che il vascular endothelial growth factoc (VEGF) è uno dei target di uno specifico miRNA, il miR-126. I pazienti affetti da MPM esibiscono un alto tasso di VEGF nel loro sangue (55).

Alcuni studi hanno dimostrato che l’espressione del miR-126 risulta diminuita nelle cellule neoplastiche che invece sono caratterizzate da un’aumentata espressione di VEGF, suggerendo come questo miRNA possa giocare il ruolo di oncosoppressore(56).

E’ stata anche notata una correlazione tra i livelli di miR-126 riscontrati nel siero e SMRP, uno specifico marcatore del MPM in pazienti con un lato rischio di sviluppare MPM.

Quindi, si potrebbe ipotizzare che una associazione tra miR-126 e SMRP potrebbe essere utilizzata come marcatore di diagnosi precoce di MPM. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che miR-126 sembrerebbe distinguere i pazienti affetti da MMP, rispetto a quelli con NSCLC(non small cell lung cancer); infatti, sono stati riscontrati dei bassi livelli di miR- 126 circolante nel MPM rispetto ai campioni di NSCLC (57).

Tuttavia questo marcatore manca di specificità tumorale e risulta espresso a bassi livelli anche in altre tipologie neoplastiche. Per questo motivo, potrebbe essere utilizzato non da solo, ma in associazione ad altri marcatori, come per esempio la mesotelina (57)

Diagnosi
A tutt'oggi, risulta difficile la differenziazione tra il MPM e gli adenocarcinomi o le metastasi epiteliali di altre neoplasie e, a causa dell’assenza di marcatori accurati, l’espressione dei miRNA potrebbe essere considerata come un’opzione interessante per ottenere una miglior diagnosi differenziale.

Alcuni studi hanno dimostrato che differenti pattern di espressione di miRNA sono in grado di distinguere tra MPM, adenocarcinoma polmonare o altre neoplasie coinvolgenti la pleura (58-59).

Da recenti ricerche sembra che alcuni miRNA (miR-17-92) appaiano up-regolati nelle cellula di MPM, mentre altri miRNA risultano down-regolati come succede solitamente anche in altre tipologie di tumore (miR-31, miR-221, miR-222) (60-61).

Tuttavia, alcuni studi statistici, hanno dimostrato che, sebbene specifici miRNA (miR-17-5p, miR-30, miR-221, miR-222) siano più caratteristici di alcune tipologie istologiche tumorali, non possono essere considerati dei marcatori diagnostici per differenziare il MPM dalle proliferazioni mesoteliali maligne (58,59,61,63).

Un ulteriore promettente marcatore potrebbe essere il miR-625-3p. Infatti, alcuni studi hanno dimostrato la sua up-regolazione in pazienti affetti da MPM rispetto ai controlli (65).

Il marcatore miR-103 sembrerebbe, invece, in grado di differenziare tra la diagnosi di MPM e quella dei controlli che dichiaravano esposizione all'asbesto (66).

Fattori prognostici
I miRNAs sono stati studiati anche come fattori prognositici.

In particolare, alcuni autori hanno notato cha possono suddividere la popolazione di pazienti in due gruppi: quello a buona e quello a cattiva prognosi in base al profilo di espressione di specifici miRNA (67- 69).

Il miR-29 è considerato un fattore prognostico in termini di ricaduta e di sopravvivenza dopo una citoinduzione chirurgica: infatti, la sua espressione sembrerebbe aumentarenei pazienti affetti da mesotelioma maligno epiteliali rispetto a quelli non epiteliali.

Alti livelli di espressione di miR-29 sembrano predire una prognosi più favorevole rispetto ai pazienti che hanno una ridotta espressione di questo miRNA. Probabilmente miR-29 ha un ruolo nell'inibizione della proliferazione, della migrazione, dell'invasione cellulare e della formazione di colonie.

Altri miRNA sono invece associati ad una peggior prognosi, come per esempio nel caso di miR-31 Inoltre, alcuni miRNA sembrerebbero specifici di alcuni sottogruppi istologici di mesotelioma pleurico maligno, come per esempio: miR-17-5p, miR-29a, miR-30e-5p, miR-106a e miR- 143 (64).

Altri miRNA sono stati considerati come caratterizzati da valore prognostico. Per esempio, il mi-17-5p e il miR-30c sembrerebbero identificare MPM sarcomatoidi con miglior outcome.

E' importante ricordare che, oltre che come marcatori prognostici, i miRNA sono stati investigati per il loro possibile ruolo di marcatori predittivi ed i risultati appaiono interessanti (54, 55, 58, 59, 61, 63).

Potenziali bersagli per la terapia antitumorale
Alcuni autori hanno studiato il ruolo di biomarcatori dei miRNA.

Diversi ricerche hanno dimostrato che esiste un vero e proprio pattern di miRNA che consente di distinguere tra le culture cellulari di mesotelioma maligno e quello di cellule mesoteliali sane (63). I geni coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare risultano essere bersaglio di diversi mRNA come per esempio quelli membri del cluster onco-miR miR-17-92 (miR 17-5p, 18a, 19b, 20a, 25, 92, 106a, 106b).

Inoltre, esistono specifici miRNA come per esempio miR-31 che potrebbero essere utili nella definizione di nuovi approcci terapeutici al MPM.

Infatti, studi funzionali hanno dimostrato che la ri-espressione forzata di questo miRNA sembrerebbe comportare una soppressione del ciclo cellulare ed una inibizione di importanti fattori implicati nella replicazione del DNA e nella progressione del ciclo cellulare.

E' stato dimostrato, dunque, che il miR-31 ha una proprietà tumorale soppressiva suggerendo la possibilità di sviluppare nuovi agenti terapeutici contro il MPM ed altre tipologie di tumori che esprimano la perdita del cromosoma 9p21.3 (71).

Un altro miRNA studiato a lungo è stato il miR-34b/c che sembrerebbe giocare un ruolo del silenziamento genico e nella soppressione di alcune caratteristiche oncologiche. Anche in questo caso l'espressione forzata di questo miRNA è risultata in un marcato effetto antineoplastico, secondario all'arresto del ciclo cellulare, alla soppressione della migrazione, dell'invasione e della motilità cellulare. Anche il miRNA potrebbe avere delle implicazioni terapeutiche importanti in un prossimo futuro (72- 73).

Cellule trasfettate con inibitori di miR-34s sono caratterizzate da un incremento della proliferazione, della migrazione e dell'invasione cellulare (74).

E' stato notato che metilazioni di miR-34b/c circolanti nel siero sono caratteristiche di campioni di MPM (75).

Il trattamento con ranpirnase (onconase) induce un incremento dell'espressione di miR-17, che comporta una down-regolazione dell'espressione di miR-30 e del NF- kB, che a sua volta si traduce in un aumento dell'apoptosi e in una conseguente riduzione dell'aggressività tumorale (77).

Il mR-1 sembrerebbe avere un ruolo di oncosoppressore nella terapia del MPM (80). Infatti, miR-1 risulta down- regolato nelle linee cellulari di MPM rispetto al mesotelio normale (78-79).

Nelle linee cellulari di mesotelioma è stata notata una diminuzione dell'espressione di miR-15 e di miR- 16. Quando questi miRNA venivano espressi forzatamente si notava una inibizione della crescita delle linee cellulari di MPM (81-85).

CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE

Tutti gli studi presentati in questa revisione bibliografica rivelano un’importanza dei miRNAs nel MPM dovuta ai loro potenziali ruoli sia come marcatori diagnostici e prognostici sia come agenti antineoplastici nel trattamento di questa patologia.

Anche la Fondazione Buzzi ha finanziato ricerche nell'ambito dei miRNA ed in particolare, è possibile consultare la scheda relativa al progetto in corso: “New targets in mesothelioma cells: hitting translational control and mirnas”. In questo progetto i ricercatori sono riusciti a descrivere una “signature” di miRNA presente in tessuti di mesotelioma. Hanno quindi proceduto ad analizzare in 10 linee cellulari di mesotelioma il grado di espressione di questi ed altri miRNA. Gli studiosi hanno evidenziato, inoltre, una situazione estremamente eterogenea. In sintesi, è sostanzialmente difficile allo stato attuale definire se e quali miRNA abbiano un significato diagnostico, prognostico o un potenziale teraputico. I risultati sono in linea con l'eterogeneità esistente in letteratura circa i miRNA nel mesotelioma. L'esame dei dati disponibili, però, indica non solo eterogeneità nel tumore ma anche nelle tecniche analitiche. In questo contesto, i ricercatori hanno deciso di mettere a punto una tecnica innovativa per definire in maniera non ambigua quali miRNA siano espressi in tessuti umani di mesotelioma. Questo è un passo necessario per capire se alcuni miRNA sono dei marcatori effettivi. La tecnologia potrebbe essere trasferita ai laboratori diagnostici in un futuro prossimo.

Pochi sono gli studi che in realtà si sono focalizzati sull’espressione dei miRNA nel MPM e, dunque, non è sorprendente che vi siano dei risultati discordanti tra i differenti istotipi, le diverse fonti di campionamento utilizzate nelle ricerche in vitro e in vivo, i gruppi di controllo, gli approcci, le tecniche di normalizzazione e le analisi con qRT-PCR e microarray.

Sono necessari ulteriori studi, standardizzati, multicentrici, con tecniche omologate e normalizzate. In conclusione, tutti i risultati mostrati confermano la rilevanza dei miRNAs nella diagnosi, nella prognosi e nel trattamento del MPM. Tutti questi dati andrebbero validati in modo uniforme per identificare gli miRNA come potenziali marcatori predittivi e prognostici.

Sicuramente i recenti progressi in questo campo contribuiscono alla definizione di prospettive future fondate su nuovi approcci di trattamento e nuove opportunità di protocolli sperimentali terapeutici.

REFERENZE