La Fondazione Buzzi Unicem contribuisce alla ricerca traslazionale del nuovo Protocollo Atreus

INTRODUZIONE

Attualmente non è disponibile alcuna terapia di seconda linea per il mesotelioma pleurico maligno di tipo epitelioide, ad eccezione dei pazienti che hanno mostrato risposta al regime di prima linea a base di platino derivati e pemetrexed per un periodo di almeno sei mesi; nel qual caso esiste la possibilità che il re-challenge con la stessa terapia risulti efficace. I mesoteliomi con quadro istologico di tipo sarcomatoide o bifasico sono generalmente chemioresistenti, e una terapia di prima linea che risulti efficace in questi istotipi rappresenta tuttora un bisogno insoddisfatto.
Per cercare di superare queste problematiche, presso l’Oncologia del S. Gerardo di Monza è stato attivato  un programma di cura, primo in Italia e nel mondo, con un agente chemioterapico naturale di origine marina: la trabectedina. A breve la terapia sarà possibile anche presso l’Unità di Oncologia Medica di Alessandria, l’Unità di Pneumologia di Brescia e l’Istituto Humanitas Gavazzeni di Bergamo. 

La complessità della struttura chimica di alcuni prodotti naturali, e soprattutto di prodotti naturali marini, che la natura ha prodotto in milioni di anni di evoluzione, spiega la loro capacità di agire su target molecolari complessi, in grado di inibire simultaneamente più di un’unica via di trasmissione dei meccanismi che regolano la proliferazione delle cellule neoplastiche.

La trabectedina è il primo composto naturale di origine marina, registrato per l’impiego clinico come antitumorale e rappresenta il prototipo di una nuova classe di farmaci, in grado di agire con un’azione diretta, sia contro le cellule neoplastiche, sia contro il microambiente tumorale, attraverso un effetto antinfiammatorio, grazie alla capacità di modulare la produzione di citochine, chemochine e fattori di crescita da parte dei macrofagi di derivazione tumorale.
I dati preclinici sull’attività antinfiammatoria di trabectedina in aggiunta a quella antitumorale risultano di particolare interesse in considerazione del fatto che l’infiammazione è un meccanismo intrinseco di resistenza espresso dalle cellule tumorali del mesotelioma.

La trabectedina, già registrata in Europa per il trattamento dei sarcomi dei tessuti molli e del carcinoma dell’ovaio in stadio avanzato pretrattato, verrà studiata in questo specifico protocollo nel mesotelioma dopo il fallimento della I linea nelle forme epiteliali  e fin dall’esordio in alcune forme particolarmente aggressive, quali le varianti sarcomatoidi.

Lo studio prevede anche una collaborazione con il Dipartimento di Oncologia delI’Istituto Mario Negri, diretto da Maurizio D’Incalci, che grazie al supporto della Fondazione Buzzi Unicem, attiverà un programma per la determinazione di alcuni aspetti biomolecolari in grado di identificare fattori predittivi potenzialmente utili per una sempre migliore selezione dei pazienti.

Qui sotto riportati i principali criteri di inclusione necessari per essere inseriti nel programma di cura :

• Diagnosi citologica o istologica di mesotelioma pleurico maligno localmente avanzato o metastatico;
• Performance status 0-2 (ECOG);
• malattia misurabile mediante TAC o PET;
• non alterazioni biochimiche significative;
• non più di un trattamento precedente (a base di pemetrexed e derivati del platino);
• consenso informato scritto
• non gravi patologie concomitanti