Collaborazione con l’Istituto Mario Negri

L'Istituto

L'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" è una fondazione no profit, per la ricerca, la formazione e l'informazione sulle scienze biomediche, al servizio dell'ammalato. È stato il primo istituto di ricerca in Italia indipendente dall'università, dall'industria e dai privati. La costituzione dell'istituto, avvenuta nel 1963, fu resa possibile da un apposito lascito testamentario del filantropo milanese Mario Negri (1891-1960).

Il primo gruppo di ricercatori, inizialmente solo 22, è rapidamente cresciuto e, nel 2006, contava 900 ricercatori distribuiti fra le 4 sedi attuali.

Obiettivi

Le ricerche dell'istituto sono rivolte ad approfondire la comprensione dei meccanismi intimi di funzionamento degli organismi viventi, individuare le ragioni per cui insorgono le varie malattie, conoscere i processi che si svolgono negli organismi stessi in seguito all’introduzione di farmaci.

I risultati che ne emergono servono sia per la messa a punto di nuovi farmaci, che per accrescere l’efficacia di quelli già in uso e conoscerne meglio il rapporto beneficio-rischio. In quasi 50 anni di attività, l'Istituto ha prodotto oltre 12.000 pubblicazioni scientifiche e circa 250 volumi, in cancerologia, chemioterapia e immunologia dei tumori, in neuropsicofarmacologia, in farmacologia cardiovascolare e renale.

Oltre alle attività di ricerca, l’Istituto svolge anche attività di insegnamento per la formazione professionale di tecnici di laboratorio e ricercatori laureati

Collaborazione attiva

L’Istituto Mario Negri di Milano collabora attivamente con la Fondazione Buzzi Unicem. Attualmente ne partecipa al Comitato Scientifico e da questo anno seguirà un progetto di accreditamento e monitoraggio di tutti gli studi clinici finanziati dalla Fondazione Buzzi Unicem.

In particolare contribuirà alla valutazione dei centri di ricerca in cui si attueranno i progetti e al monitoraggio delle ricerche in corso.

L’obiettivo principale di questa collaborazione è quello di garantire la professionalità dei ricercatori, la appropriatezza delle sedi in cui si svilupperanno i progetti finanziati e la sicurezza e credibilità dei risultati scientifici che si otterranno.