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Impatto della terapia con campi elettrici a bassa intensità sulla proliferazione delle cellule di mesotelioma pleurico maligno

Monica Lupi, Federica Mirimao*, Nicolò Panini, Paolo Ubezio, Massimo Zucchetti, Cristina Matteo, Tommaso Ceruti
Dipartimento di Oncologia, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, Milano

Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è un tipo di tumore che, nonostante gli sforzi e i progressi della ricerca negli ultimi anni, continua a presentare una prognosi infausta, con una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi inferiore al 10%.
Alcuni studi clinici sul MPM e altre neoplasie hanno mostrato le potenzialità dei campi elettrici alternati a bassa intensità nel rallentare la progressione tumorale in associazione con la chemioterapia. Il dispositivo medicale in grado di generare questi campi elettrici – TTField (Tumor Treating Fields – Campi elettrici per il Trattamento del Tumore) – è già utilizzato per il trattamento di alcune patologie, fra cui i tumorali cerebrali e recentemente, sulla base di una sperimentazione condotta anche in Italia, la FDA ha dato l’approvazione per il suo impiego nel mesotelioma.
Pur essendo parzialmente noto il principio che determina il rallentamento della proliferazione cellulare nei tumori esposti al TTField, rimangono ancora diversi aspetti dell’interazione con la chemioterapia e con le cellule tumorali che la ricerca preclinica potrebbe approfondire per arrivare a sfruttare al massimo le proprietà e le potenzialità di questo strumento.
Oltre ad un’inibizione della divisione cellulare è anche ragionevole pensare che il TTField sia in grado di alterare la permeabilità della membrana cellulare, determinando un aumento della penetrazione del farmaco all’interno della cellula e quindi un incremento della sua efficacia.
L’obiettivo dei nostri studi in vitro su linee cellulari di MPM derivate dai pazienti è quello di approfondire questi aspetti dell’interazione fra TTField e chemioterapia, per cui le cellule verranno esposte ai campi elettrici e a diversi farmaci antitumorali (alcuni già utilizzati nel MPM e altri mai testati su questo tipo di tumore), provando anche vari schemi di trattamento. Gli effetti determinati dalle combinazioni più attive saranno ulteriormente approfonditi per arrivare a comprendere l’origine dell’interazione positiva fra i TTField e il farmaco in esame. Lo scopo finale è di arrivare ad individuare le combinazioni più promettenti per il trattamento di questa patologia e di ottimizzarne l’efficacia con successivi studi preclinici e clinici.


* borsista Fondazione Buzzi Unicem